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    July 24

    Quo vadis

    Questo intervento è fondamentalmente per Gipo, perché abbia una visione d'insieme sulla mia vita in questo periodo.
     
    Partiamo dalla notizia peggiore in assoluto (è importante che anche Chiara sappia!):
    Non sono riuscita ad ottenere un posto da studente presso una delle università tedesche. Ho ricevuto qualche giorno fa l'Ablehnungbescheid (comuniczione di non ammissione) dall'università di Mannheim, alla quale avevo deciso di iscrivermi. Questo significa, che al momento non vedo possibilità di tornare in Germania a breve e sono bloccata in questa fottutissima palude, come succede a tutti gli idioti che hanno la balzana idea di tornare. Me la sono voluta. Non avrei mai dovuto tornare qui. Psicologicamente, questa consapevolezza ha delle conseguenze: vivo  rimproverandomi costantemente di aver fatto una scelta più che sbagliata, di essere stata debole e stupida. Sono infuriata con me stessa. Non avrei dovuto lasciare la mia casa a Bochum, avrei dovuto tenere duro, buttare fuori Lui, al massimo, ma non tornare.
    So che è del tutto inutile stare qui a recriminare sul passato, ormai non posso farci più nulla, ma non riesco a farne a meno, considerato anche che sono in una situazione di immobilità totale: non sto facendo niente, non c'è nulla che io possa decidere di fare.
    Al momento, credo che studiare lingue non mi sia servito ad un cazzo, che tornare in Italia per sbrigarmi a laurearmi sia stata la cosa più stupida che potessi fare, tanto più che non ne valeva affatto la pena, visto il mio fantastico voto d'uscita.
    A queste considerazioni si collega una seconda pessima notizia: ho dato un pessimo Test DAF. Credo di non essere assolutamente riuscita ad ottenere un voto abbastanza alto da poter accedere alle università tedesche, sempre che io sia riuscita a passare il test. Ma tanto mi avevano già scartata all'università...questo significa che ho buttato al vento 150 euro, cosa che mi infastidisce non poco. A proposito, i motivi per i quali sono stata rifiutata dall'università di Mannheim sono un capolavoro di idiozia: 1) La candidata non ha allegato il diploma di maturità  [mi iscrivevo alla laurea specialistica, HO PRESENTATO IL CERTIFICATO DI LAUREA!a che diavolo vi serve il diploma?!?! e poi, anche secondo Giorgia e Chiara non era necessario...] 2) Non ha ancora effettuato il Test DAF [ l'ho dato un paio di giorni prima, non era un requisito obbligatorio, si poteva dare il DSH a settembre se avessero accettato la mia candidatura, e ho allegato il certificato di prenotazione del DAF!]
    Insomma, che io fossi laureata in lingue, e precisamente in tedesco, non è contato nulla, perchè non avevano il mio diploma e il risultato del test DAF!!Quindi mi chiedo: MA A CHE CAZZO MI è SERVITO LAUREARMI?!?! Mi rispondo: a nulla. Abituati.
     
    La situazione finanziaria e lavorativa non la descriverò nel particolare perchè non ho, nella mia tavolozza, tinte abbastanza fosche. Farò solo un esempio illuminante: solo per traduzione dei documenti per la domanda d'iscrizione, le marche da bollo sui documenti da autenticare e su quelli autenticati, la spedizione raccomandata e i vari viaggi Latina - Roma A/R per assolvere a tutte le grane burocratiche, ho speso circa 300 euro. Ovviamente miei, non certo di mamma e papà. Così, adesso, pur volendo emigrare in cerca di lavoro, non potrei permettermi una stanza e garantirmi la sopravvivenza nemmeno per un mese. Ecco perché sono inchiodata in questa putridissima palude. 
     
    Come in report, c'è anche una buona notizia.
    La mia buona notizia è Mr. Frigidaire, che, al momento, riveste il ruolo di "mio ragazzo quasi ufficiale" oltre al consueto di Palo da Cimitero. Credo di dovere a lui se il mio umore non è proprio ancora da oltretomba. Grazie Schatz!
     
    Le conclusioni generali si riducono ad una, e poi ci sono un paio di impulsi senza senso:
    LA CONCLUSIONE: tutto quello che ho intrapreso negli ultimi due anni o poco più, è andato a puttane. Non c'è una cosa sola, che vada come io desidero vada. E sembra che questa demoniaca tendenza voglia ancora continuare. Non so se la mia fibra è decisamente forte, e quindi continuo ad incassare alla grande o ho semplicemente iniziato a disinteressarmi completamente del corso che prendono le mie vicende. Più che altro, le guardo un po' allibita, perchè tale quantitativo di sfiga ha quasi dell'incredibile...
    GLI IMPULSI SENZA SENSO: i soldi che ho non mi bastano per iniziare una nuova felice ed indipendente vita molto molto lontano da qui, perciò, visto che tanto, a poco a poco stanno colando via, allora perché non usarli per una viaggio? E' tanto tempo che non mi faccio un bel viaggio...vorrei tanto tornare in Sud Tirol, o a Praga, vorrei vedere Londra, che sia forse giunto il momento della Scozia?
    L'altro impulso è quello, mai sopito, di dipartire...
    July 16

    Si potrebbe andare a Fogliano...

    Ci siamo rivisti oggi. Io avevo rinunciato, non credevo ci fosse più nulla da dirsi, o da dire su noi. Ma le cose sono un po' cambiate. Ho quasi deciso di credergli. Di fidarmi. Mellon, hai ragione tu, se provo qualcosa per lui, allora devo dargli un'altra possibilità. Io ho deciso di ammettere una cosa, a me, a lui e a tutti gli altri: sono un po' innamorata! Ho deciso di dargli un'altra possibilità. Ma le cose dovranno cambiare parecchio...vedremo... (e se va male, Mellon, tu e i tuoi stupidi consigli buonisti da Hippie Peace & Love dovrete correre molto veloci fino ai confini del mondo!!!!!).
    Per il momento, sorrido in continuazione e penso again and again, ai nostri baci, e ai suoi capelli, a noi due in riva al lago di Fogliano....
    July 14

    Berlin, Heroin, and Wine to heal me

    Berlin. Lou says, che un concerto come quello lo fa solo una volta ogni trent’anni. (Grazie Anna Adriano e Fabiano!!) Alcuni dati numerici, per descrivere l’insieme: 4 fiati (tra cui un Sax), 3 archi, un coro di 12 bambini, una vocalist soul, un chitarrista solista, un tastierista direttore di coro e d’orchestra e addetto al digitale, un contrabbassista di contrabbasso elettrico, un percussionista. Spero di non dimenticare nessuno. Ma questo potete leggervelo anche altrove. Invece, che molti piangessero tra Caroline Says e The Kids, ve lo può raccontare solo chi era lì. Io, per esempio.

    Io ero lì e piangevo, e mi scivolava di dosso tutta la merda degli ultimi giorni, dal clima soffocante di casa, ora che impazza una nuova guerra tra i Roses, ai miei pronostici infausti sul futuro, alla nausea da indefinitezza. Catarsi. Si chiama così. La musica era uno scalpello esilissimo e perfetto, incideva e portava via ogni dolore. Heroin a lenire i dolori.

    Berlin è un concept album. E’ la storia d’amore tra due eroinomani, tra fine ‘70 e inizio’80.

    E l’amore mi è parso di nuovo così incredibilmente allettante. “Ne vale la pena, si, ne vale la pena se poi ci si brucia così in fretta, come una cometa. Così follemente insieme, diritti alla morte, ma meravigliosamente! Lo squallore degli ultimi giorni? E’ un dolore così breve e comunque... Credo uno debba solo stringere i denti e aspettare.” Nel video, proiettato sullo sfondo del palcoscenico, Caroline e Jim ballavano ad una festa, e poi facevano l’amore, drogati e felici, in mezzo agli altri, che guardavano ammirati. Sarà stato il corpo di lui, così stranamente anni ’70, ma ho desiderato di fare l’amore anch’io così, col “mio” Mr. Frigidaire. Ma lui non si drogherebbe mai, anche se una volta disse, che diventare un eroinomane anni ’80 non gli sarebbe dispiaciuto… L’ho desiderato, lui e la droga insieme. Ho desiderato quell’ebbrezza, quella vertigine di perfezione.

    All’uscita ero lontana dal mio status quotidiano. Ero pulita ed euforica. Saltellavo col mio Mp3 on, con l’indie rock allegro, che ho ascoltato nei giorni allegri di Rock am Ring.

    Sono andata al Mc Donalds di Piazza della Repubblica, ho ordinato un Happy Meal. I was so Happy! Ho conosciuto un chitarrista girovago di Montreal, di nome Florian, che mi ha accompagnata a Termini, ad aspettare il mio autobus notturno per Viale Libia. E’ stato gentile. Suonava benissimo e mi ha cantato un paio di pezzi di Lou Reed. Io gli ho cantato “Trick or Treat”, l’unica canzone che conosca che contenga la parola Montreal. Lui ha riso, ed io mi sono sentita immersa nel mondo e felice. Chissà perché.

    Mr.Frigidaire mi ha sorpresa. Mi ha chiamata, ed è venuto a prendermi alla stazione. Abbiamo passato insieme la notte. Da allora non l’ho più visto. Credo che tutto quel che gli rimane di me, siano i graffi che gli ho lasciato sulla schiena mentre facevamo l’amore. Ma così terribili non dovrebbero neppure essere, quindi penso passeranno in poco tempo, così come il ricordo di me.

    L’ho lasciato ieri. Sempre che si possa lasciare qualcuno con cui non stai. Lui non voleva che stessimo insieme. A me sarebbe piaciuto. A me piaceva lui abbastanza da cambiare le mie Herzeinstellungen. Abbastanza da forzarmi ad abbandonare la retraite. Ma direi, non abbastanza da accontentarmi di ciò che intendeva darmi. Pochissimo del suo tempo, e probabilmente ancor meno del suo affetto. Vedersi una volta ogni due settimane, e sentirsi solo ad intervalli di tre giorni precisi, questo non è stare con qualcuno, almeno non per me. Lui ha detto un paio di volte, che si sentiva come se stessimo insieme, pur non  volendo propriamente stare insieme. Mi è sempre sembrata una scelta molto comoda. Ho rischiato di nuovo di essere la ragazza ideale di qualcuno: si vede pochissimo, si sente ancora meno e si lascia senza dolore all’improvviso, quando non hai più voglia. Però, fin tanto che dura, puoi scoparci, se ti va, o farti coccolare.

    Schluss. Vorbei.

    Ho imparato che si guarisce meglio e subito, se ci si stordisce col vino. Perciò sono stata venti minuti a scegliere con quale nettare drogarmi. Non essendo ancora un’alcolista, quando decido di ubriacarmi per dimenticare, mi vizio. Stavolta ho scelto un Aglianico del Vulture del 2003. Leggermente più acidulo di quanto avrebbe dovuto, ma tutto sommato buono. Un retrogusto ottimo.

    Ho scelto un posto bello, che mi strappasse alla palude. Il belvedere di Sermoneta.

    Ed un amico fidato sulla cui spalla piangere, Mellon, mio preziosissimo amico, grazie infinite! E poi ho bevuto, e non ricordo più molto, se non le stelle sulla mia testa (ero sdraiata a terra! Con i capelli puliti sul selciato!). Ricordo di aver raccontato del vestito nuovo, comprato per indossarlo il giorno del suo compleanno. Il mio Mellon l’ha trovata una cosa stupida, e tipicamente femminile. Femminile lo è di certo, ma non me la sento di considerarla stupida. E’ un modo estremamente contorto di dimostrare affetto. Forse. Non so.

    Invece so che continuavo a ripetere “che tristezza!”, come ogni volta che non vedo soluzioni possibili  e mi deprimono le cose così come stanno. Mi dispiace rinunciare, sarà forse anche una questione di puntiglio. Anche questa molto femminile. Caro il mio Naso, tu conosci bene tale lato della faccenda, e sai di Mirandolina e Clarimonde. Eppure vi è ancora un aspetto, quello forse più umano. Mr.Frigidaire mi mancherà un bel po’, lo so da parecchio tempo. Ieri notte ed oggi ho pensato a stento a lui, troppo presa dal mal di testa, e dai movimenti rotatori degli oggetti e delle stanze intorno…ma passata la sbornia, torna un po’ di dolore, appena attutito dal  Mio Buon Diritto e dall’alcool che ancora scorre nelle mie vene. Lui si è fatto sentire pochissimo, evidentemente molto interessato ad avermi indietro. Constato con amarezza che anche stavolta ci ho visto giusto. Sono diventata un genio, ad accorgermi di quando non si prova alcunché per me.

    Mi ha mandato due messaggi. Il primo molto scortese, decisamente irritante. Il secondo leggermente più posato, ma imperativo. Pieno di “voglio” e “non voglio”, supponente potere. Decisamente presuntuoso ed arrogante. E ancora una volta sconfortantemente egoista. Ancora una volta, si aspetta che io faccia quello che vuole, e lui non fa nulla. Mi stupisce un po’ constatare quanto poco abbia capito che non sono una stupida ragazzina che fa una bizza. Presuntuoso e ridicolo. Che delusione sei, mio caro Mr. Frigidaire! Perfino il tuo bel modo di parlare da gentleman, hai perduto!

    Vado di nuovo a letto. Oggi quasi non ho fatto altro. Domani mi darò all’alta cucina, perché, come diceva il mio amato Aguzzino, “wenn Frauen traurig sind, dann backen!” (Quando le donne sono tristi, allora sfornano manicaretti!)   

     

    July 02

    La nausée

    Il punto della situazione è scomposto in una schiera non del tutto risibile di punti...Abbiamo problemi d'ordine pratico e teorico...partirò? non partirò? quando partirò? dove finisco?  detesto le procedure burocratiche necessarie per ottenere uno Studienplatz.
    Ho poco tempo, devo fare tutto di corsa. I miei fondi si volatilizzano. Il test DAF. Non ho voglia di studiare, così finirà che se pure riesco a mandare la Bewerbung a Mannheim per tempo (cosa della quale dubito fortemente), ed ottengo uno Studienplatz, lo perdo perché non passo con 4 il test. Eppure, questa prospettiva aberrante non riesce a convincermi a studiare. So che poi mi detesterò quando mi cadranno addosso i risultati delle mie azioni sconsiderate. Ma per ora non ho voglia, non riesco proprio a studiare grammatica.
    Eh! La Grammatica. Ho scelto di studiarla perché diventasse il pentagramma della mia vita e mettesse ordine in questa mia anima incostante e scontenta e sempre agitata. Però, mi ero sottovalutata. Quando mai non mi è riuscito di svincolarmi da un guinzaglio? E così anche la grammatica, l'ho lasciata ad impolverire, per consacrarmi al fallimento del nulla fare. Nausea. Le mie giornate mi danno la nausea. Vorrei fuggire. Andare via lontanissima da questa casa che mi rende nervosa e schwach. 
    Sopporto a stento di vedere mia madre. Che posso farci? Sono anni che il suo naso mi dà ai nervi. Sporco naso ebreo, sempre convinto della sua superiorità e pronto a sbattertela in faccia al mattino, alla sera. Chissà, forse avrei potuto amarla di più se non avesse avuto quel maledetto naso. La non-sopportazione parte dal rifiuto estetico e diventa quasi odio. Devo andare via di qui.  
     
    Anche da lui voglio fuggire, molto lontano. Aspetto il momento della partenza come una liberazione, come una manna. C'era qualcosa tra noi? (No) Mi avresti mai amata? (No) Ti avrei concesso il suo posto? (Nemmeno) Avremmo potuto essere felici? Io trovo che siano domande opprimenti. Eppure mi affiorano alla mente, che io voglia o no. Perciò, quale soluzione migliore di una fuga? Senza parole e senza salutarsi. I fatti decidono da sé, che bello! Via dal pericolo che rappresenti. E Amen. Io volevo solo un abbraccio...credo. Volevo accoccolarmi nel suo abbraccio e addormentarmi, e lasciarmi guarire. "...mit deiner Kraft, die immer schon vermoechte, mich zu heilen..." adoravo questa poesia...dove sarà finita?
     
    Due mesi, tutti dicono non siano niente. A me sembrano un tempo interminabile. Potrei andare via prima. No, perché tento di amministrare saggiamente le mie possibilità. Devo aspettare risposte dall'università.
    E se fossero negative? A Settembre avrei il coraggio di andarmene lo stesso da qualche parte? Wanderers Sturmlied ... devo avere il coraggio di andare. Qui impazzisco. Odio la casa, la città ed odio questa gente.
    Però...
    ...voglio fuggire...ma mi manca la sua voce, e mi mancano i discorsi. Ma mancano già qui, già adesso. E poi davvero, sono stata di nuovo felice. Ed è triste non potersi concedere una possibilità...
    Il tempo è contro. Il caso è contro. Und ich bin verwirrt. Die Zeit ist dagegen. Das Schicksal ist dagegen. Und ich bin verwirrt.
    La depressione è di nuovo in fase crescente, ed io ho di nuovo voglia di dormire tutto il giorno.
    Wake me up, when September ends... and let me die in November...