Marta's profileMarta in The LabyrinthPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    May 29

    Fahrplaene

    Tra qualche ora inizia il mio viaggio per Rock am Ring.
    In einen paar Stunden, faengt meine Reise zum Rock am Ring an.
     
    Piano/Fahrplan:
     
    Partenza/Abfahrt 29.5.'07
    Palude Scalo h. 22:32  > Roma Termini   h. 23:11
    --> Casa di Frankio/Frankios Wohnung
     
    Partenza/Abfahrt 30.5.'07
    Casa di Frankio/Frankios Wohnung > Ciampino Aeroporto/Ciampino Flughafen
    CIA Aeroporto/CIA Flughafen h. 9:45 > Duesseldorf Weeze Airport h.11:55
     
    A questo punto, arrivano Chiara e Giorgia a prendermi!! Che bello rivedervi! Non vedo l'ora!
    Am Flughafen kommen Chiara und Giorgia mich abzuholen!! Wie schoen euch wiederzusehen! Ich kann kaum warten!
    Passo il resto del giorno con Chiara, e dormo da lei.
    Ich verbringe den Tag mit Chiara, und uebernachte bei ihr.
     
    Partenza/Abfahrt 31.5.'07
    Bochum Hbf  > Koblenz > Nuerburgring
    Incontro Okan e partiamo! Bella Okan!!
     
    Rock am Ring 1-2-3.6.'07
    Solo 4 parole: WINE, DROUG and ROCK!!!!!!!
    Nur 4 Worten: WINE, DROUG and ROCK!!!!!!!
     
    Partenza/Abfahrt 4.6.'07
    Nuerburgring > Koblenz > Bochum
     
    5.6.'07
    Relax: io e Chiara. Son troppo contenta!
    Realx: ich und Chiara. Ich bin so froh!
     
    Partenza/Abfahrt 6.6.'07
    Bochum Hbf  > Essen > Duesseldorf Weeze Airport > Ciampino Aeroporto/Flughafen > Roma Termini > Palude Scalo > Palude 
     
    Everything comes to an end...
     
    Ma per ora sono così eccitata!
    Aber jetzt bin ich so begeistert!
     
    C'è solo una cosa che mi preoccupa: come farò col mio enorme e pesantissimo zaino?!?!?!?
    Es gibt nur eins, worauf ich mir Sorge mache: wie kann ich es shaffen, mit meinem riesigen und schweren Rucksack?!?!?!?
      
     
    May 26

    Critical Mass

     </D
     
    IV>

    Aspettare

    Sono stata davvero stupida. Fortunatamente, me ne sono accorta per tempo. E' incredibile con quale tempestività io sia stata richiamata all'ordine...la tua chiaroveggenza ha del divino...e del resto, non ti adoravo io come un dio?
     
    "Siedi serena e aspetti il tuo uomo
    Che torna domani se il cielo vorrà
    [...]
    Te l'ha giurato e sai tornerà
    l'uomo che amavi non mentiva mai.
    Aspetti serena un uomo che torna
    dal mare lontano verso il quale partì.
    Forse da anni
    lui naviga già
    lungo correnti
    che non porteranno ai tuoi fianchi
    il suo amore mai più 
    ed è sempre domani
    e se il cielo vorrà
    te l'ha giurato e sai tornerà
    l'uomo che amavi non mentiva mai." (Il Marinaio - A.Branduardi)
     
    Io devo aspettare un uomo che non tornerà mai più, e che probabilmente non è nemmeno mai esistito, se non come travestimento d'un vigliacco e d'uno spergiuro.
    Ma del resto, colui che parla come un gentiluomo, non è altrettanto freddo e bugiardo? Non ne ho avuta appena la prova?
    Allora più dolce è restare con l'uomo che amavo, a cui credevo, e che ha fallito solo nel non uccidermi del tutto...
     
     
    May 25

    Tristano nella grotta

    (Intorno al XII secolo d.C. un misterioso autore, Thomas, che di sé rivela solo il nome, scrive una versione della saga di Tristano e Isotta.
    La saga di Thomas, è la più dolce e dolorosa, la più struggente che sia giunta fino a noi, tra le tante che narrano le vicende dei due sfortunati amanti.
    Dell'opera di Thomas sopravvivono solo dieci frammenti, tra i quali quello detto della "Salle aux Images", ovvero la scena in cui Tristano parla al simulacro di cera della bella Isotta la bionda  e a quello della fedele serva Brangania.)
     
    Tristano nella grotta.
     
    Tristano, allontanatosi dalla Cornovaglia, dove ha lasciato Isotta la bella a Re Marco, suo legittimo sposo, approda in Bretagna.
    Qui incontra una fanciulla, Isotta dalle bianche mani, la cui bellezza e il cui nome gli ricordano l'amata. Tristano la sposa.
    Forse perché, dice Thomas, egli vuole parteggiare i sentimenti e i pensieri di Isotta la bella, costretta a giacere con un uomo che non ama e a desiderare l'uomo che non può avere.
    Forse per illudersi d'avere ancora Isotta la bella con sé.
    Forse perché desidera liberarsi dal pesante fardello del suo infelice amore, dimenticando lei tra le braccia di un'altra; lasciando la sua casa per una nuova terra...
    Forse Tristano vorrebbe la possibilità di lasciare la sua vita dietro di sé, dimenticarla sarebbe l'ideale, ed iniziarne una nuova. Meno eccellente, meno viva, meno intensa. Ma vergine di dolore. 
     
    Tristano vorrebbe rifiutare di dover ammettere, che il suo destino è già scritto, in Thomas come in quelli che l'hanno preceduto. Ma il suo destino è già scritto. Thomas riscrive la saga, non la crea ex-novo.
     
    Perciò Tristano è costretto, suo malgrado e contro la sua buona volontà, a commettere un errore che lo inchioda al passato. E poi un altro ancora, ed ancora, fino a quando anche la sola idea di riuscire a sciogliere i lacci che lo legano ad Isotta la bella, appare impossibile da concepire.
     
    Il primo errore, è la scelta della sposa: Isotta, di nome, e bella come Isotta.
    Il Non Ti Scordar Di Me è un fiore velenoso, talvolta.
     
    Il secondo errore è aver ceduto ad una tentazione ritenuta innoqua.
    Tristano costruisce, su un'isola accessibile a lui soltanto, in una grotta, un santuario all'amata e alla vita passata.
    Nella grotta pone una statua di Isotta la bella, una statua di cera in tutto simile all'amata, così come l'ha veduta l'ultima volta. 
    Ogni sera si reca nella grotta, ed in ogni ora libera che ha.
    E nella grotta con Isotta la bella parla, a volte la accusa d'averlo dimenticato, altre volte d'avergli rovinato la vita.
    Poi si pente e le chiede perdono. Per mille e mille volte tiene fede alla promessa che le ha fatto, d'amarla in eterno.
    Si rimprovera d'aver anche solo tentato di vivere di nuovo, riprova il suo aver preso moglie, aver cercato la pace tra le braccia altrui.
    Promette alla statua di mai più cedere alla vita, ché la vita per lui sta solo nella statua e nel suo silenzio.
    E così passa il tempo nel suo cimitero monumentale, fin quando il bisogno di Lei, la nostalgia, diventano opprimenti al punto che egli crede di diventare pazzo.
    Ed allora riparte, lascia indietro Isotta dalla bianche mani, e naviga verso il suo amore...
     
    Ma Tristano non è saggio.
    Fosse rimasto nella grotta, avrebbe avuto Isotta la bella solo per sé, pur se muta.
    Uscendo di lì egli fa in modo che la storia scorra, e si avvii verso il triste compimento. 
     
    *******
     
    Dal canto mio, pur nella follia, forse sono più saggia.
    Io sto come Tristano
    nella caverna coi simulacri di cera.
    May 17

    ...but he talks like a gentleman.

    "He doesn't look a thing like Jesus
    But he talks like a gentleman
    Like you imagined when you were young..."
     
    Se lui non ha dimostrato d'avere un animo gentile, come potrebbero averlo altri?
    Lui che era pressoché perfetto, non fosse stato per la sua scarsa conoscenza dei classici e il suo amore per il kitsch...
    Ma forse l'esigua conoscenza dei classici avrebbe dovuto mettermi in guardia; come fidarsi d'uno che non abbia idea delle lunghe serate alla finestra di Madame Bovary? Della forza e della tristezza di Kaete?
     
    Eppure avrebbe tratto in inganno chiunque, e non per il suo "Elen sìla lùmenn' omentielvo", di fin troppo semplice uso, e che, pure, me ingenua, funzionò.
    Ciò che mi ha giocata, è stata la sua natura di personaggio profondamente letterario.
    Io ero talvolta Emma, alla finestra, durante le sue lunghe assenze. Ma lui era insieme Charles, colui che non vede, Léon, mia fuga mia gioia, e Rodolphe, annoiato da me.
    Ma era anche Fred: spariva per giorni, atterrito, inorridito dalla miseria in cui vivevamo e contro la quale, avviluppata nella quale, io lottavo, per tenere in vita i nostri desideri passati.
     
    Quanto mi rendesse folle il suo essere Adams, Thomas, nella mia camera all'Auf Der Papenburg, la mia Lacanda Almeyer (uguale nei grigi, nelle luci accese di sera e nella distanza che poneva tra te e il mondo), quanto mi rendesse folle, non è cosa che io possa raccontare.
     
    Alla fine, quando ormai tutto era passato, l'ho trovato di nuovo in Kierkegaard, e a volte ancora mi chiedo, se anche lui allora tenesse un diario...
     
    Per sempre credevo, sarei vissuta così.
    No. Credo ancora, che vivrò così fino alla fine dei miei giorni:
     
    "Quant au souvenir de Rodolphe, elle l'avait descendu tout au fond de son coeur; et il restait là, plus solennel et plus immobile qu'une momie de roi dans un souterrain. Une exhalasion s'échappait de ce grand amour embaumé et qui, passant à travers tout, parfumait de tendresse l'atmosphére d'immaculation où elle voulait vivre."
     
    L'unica differenza, sta nel desiderare d'essere sacrario. Era, un anno fa, quello che desideravo.
    Adesso temo di essere costretta a rimanerlo. E' una condizione che non mi pare più la più dolce, la più auspicabile. E' diventata la mia prigione.
    Desideravo chiudermi nel silenzio di un convento ed adorare l'icona del mio sposo defunto.
    Adesso somiglio di più, alle clarisse d'un tempo, costrette in monastero per volere altrui.
     
    Incapace di ridestarmi dal sonno profondo in cui sono caduta, attendo in un castello circondato dai rovi, cui sta di guardia un drago.
    Ma non nutro fiducia alcuna, nella venuta d'un principe. Tanto più che l'ultimo sembra cantare tutto il tempo "Du willst mich kuessen, doch das geht mir zu schnell./Du solltest wissen - ich bin intellektuell!"
     
    Eppure...he talks like a gentlemen...ed io avrei voglia di vedere cosa si prova, a smettere di essere la custode d'un reliquiario, il cui contenuto nessuno più idolatra...
    May 13

    Spara Juri spara! (o "D'un altro Giovanni, un tempo lindo...")

    A Giovanni Lindo Ferretti:
     
    “facevi ‘a pizza a pozzuoli e a burina a roma
    e ‘mmò tu fai la svizzera abbiti a Nuova York
    Sofia bella Sofia
    Sofia dell’altrui brame mmh…
    quant’è bello in progress sto cazzo di reame” (Aghia Sophia)  
     
     
    Stasera Giovanni Lindo suona a Sermoneta, al Maggio Sermonetano.
    Per coloro che non abbiano mai avuto il piacere di assistere al Maggio Sermonetano, spiegherò brevemente di cosa si tratta; Sermoneta è una splendida piccola cittadina, con un meraviglioso borgo medioevale, conservato benissimo, protetto e valorizzato dalle amministrazioni di qualsiasi colore politico (chi più, chi meno)... A Sermoneta in Maggio ha luogo, ormai da alcuni anni, una sorta di Festival dell'arte, della musica e della cultura. Nei week end di Maggio le strade del borgo si popolano di artisti di strada, cantastorie, si allestiscono mostre, si tengono concerti sul belvedere. Bello. Tutto gratuito.
    Quest'anno il Maggio Sermonetano si apriva con una perla: Giovanni Lindo Ferretti in concerto.
    Bravo Giovanni!
    "Vado proprio a vederlo", ho pensato in buona fede qualche giorno fa. "Biasimo completamente le sue scelte politiche recenti (da CCCP- fedele alla linea a NDC, quando passa a MSI farà la gioia del povero Rino Gaetano!), ma stimo il prodotto della sua evoluzione artistica e coltivo con amore i ricordi dei 14 anni, quando cantavo "Voglio ciò che mi spetta...".
    Solo, ho fatto i conti senza l'oste. E l'osteria Ferretti, come quelle di Fuori Porta al giorno d'oggi, è diventata incredibilmente cara.
    Tutte le manifestazioni del Maggio Sermonetano sono gratuite. Chi esige la parcella è il creatore del Punk filosovietico, la voce dei centri sociali nei freddi anni '80 e '90...!
    De Andrè disse, quando lo rimproverarono di non cantare gratis per gli operai "mi devo pur comprare il formaggio e le scarpe!". E sia. 
    Ma che scarpe vuol comprare Giovanni Lindo con 16 euro di biglietto a persona?
    Palazzo Caetani, dove in questo momento si sta esibendo, gli avrà dato alla testa.
    Immagino che non abbia presente, quanto guadagni all'ora uno studente che faccia il cameriere a nero in qualche ristorante dell'agro Pontino. Io terrei a ricordarlo: 2.75 euro. A volte meno, raramente di più.
    Direi, caro Giovanni, che la tua coscienza politica, è alquanto scarsa...  
    Se Giovanni Lindo ha fatto tabula rasa delle sue posizioni di qualche anno addietro, bisogna però notare, che qui (dove di sinistra ce n'è pochissima e di proletari ancora meno), a pressoché nessun sinistroide è venuto in mente di boicottare Giovanni "Lordo" Ferretti. E tutti, sono andati a fare l'atto di presenza, in modo che nessun requisito manchi, nel Curriculum Vitae del Radical-Chic Latinense.
    Io stasera mi ascolto Live in Punkow, non originale.
    Modesta versione da appartamento di un Giovanni Ferretti, fu Lindo.
    May 08

    III (trad. da A. Von Droeste-Huelsoff

    Sei morto, vero?
    Ah! Quanto ti ho augurato che accadesse!
     
    Credo che adesso vorresti
    Stare steso con me sul divano
    Sotto la copertuccia calda
    A farti accarezzare
    La testa
    Come un cane o come un bambino
    (e cos'altro poteva piacere,
    Ad un cane, ad un eterno bambino?)
     
    Invece ti tocca
    Stare steso molto più in basso
    Che sul nostro divano
    Nel nostro appartamento del secondo piano.
    Ricordi? Dalla finestra
    Ad un metro
    Rosseggiava nel mio ultimo autunno
    Una ricca betulla
    Ricordi? Dicemmo:
    "Questa è la casa ideale"
     
    Ma ora mi pare
    Che dove tu stai
    Ti si addica di più.
    Ed in fondo non sono poi tanti
    Sei metri
    Tra te e una nuova betulla, di sopra.
     
    E forse neanche a te dispiacerà
    Il tuo bel materasso di chintz
    E' porpora
    Dicono, solo, non sia tanto comodo,
    Seccante,
    Perché dovrai restarci parecchio.
     
    Ma anche lì
    Presto riceverai nuove carezze
    Sanno essere teneri i vermi
    Che si spostano
    D'un moto strano
    Lento e veloce ad un tempo
    E non dimenticano
    Nessun centimetro
    Non uno
    Di te,
    Bianco verme tra i vermi bianchi.