Marta's profileMarta in The LabyrinthPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Fairytale gone badTornata iersera da due giorni a Viterbo, dalla mia bellissima sorella. C'era anche Bisca, sono stata contenta di rivederlo dopo tanto tempo. Sono stata benissimo. Ero molto contenta di essere di nuovo sola col mio zaino da trekking in spalla sabato mattina, in giro per stazioni. Tutti dicono che la stazione Ostiense sia un postaccio, ma a me è piaciuta, mi è sembrata assai più amichevole di Termini, più a misura d'uomo. Ci ero già stata qualche settimana fa per la prima volta, ed avevo avuto molta fortuna: proprio quel giorno stazionava lì l'Orient Express. Io adoro quel treno. Ho sempre sognato di poter un giorno viaggiare per l'europa dell'Est e fino ad Istanbul in una delle carrozze di Poirot. Così come mi sarebbe piaciuto viaggiare sulla Transiberiana, d'inverno. Vedere quel treno, i passeggeri salirci e le hostess ritirare i biglietti, i responsabili di vettura passeggiare con le loro uniformi gallonate sulla banchina, è stato bello. Per la seconda volta mi è sembrato di essere ad un passo dalla soglia del mondo dei miei desideri infantili, quelli che mi porterò dentro probabilmente per sempre e che si evolvono e crescono a misura del mio cambiare, ma restano pur sempre così luminosi ed irreali (anche se non irrealizabili) come i bei sogni.
Ma sabato la stazione Ostiense era assai più palpabile, senza l'Orient Express e con un bel sole dalla luce distinta, assolutamente non eterea. La struttura fascista, bianca, splendeva dello splendore pragmatico e tutto materiale del bucato, ed io ero in assetto mentale da viaggio, cioè a metà portata alla riflessione e alla contemplazione romantica delle cose, a metà sveglia e lesta come si conviene al viaggiatore avveduto.
Il treno per Viterbo è un treno insopportabile.
Il viaggio dura circa due ore, di cui una viene spesa tutta entro Roma e la sua più vicina provincia. Il treno procede con l'andatura dei treni metropolitani, il ché, per colui che ami i viaggi in treno, è qualcosa di fastidioso fino al limite della tollerabilità. Tanto più che ci si aspetta, viaggiando verso Viterbo, di attraversare panorami notevoli, di bella campagna romana e poi verdeggianti colline della Tuscia, il che accade, pure, ma solo nella seconda parte del viaggio e quando ormai si è estenuati dalle tappe ridicole fino all'Olgiata e forse oltre.
Le due giornate a Viterbo sono passate piacevolissimamente. Sono stata davvero felice di ritrovare mia sorella come non la vedevo da anni: solare, viva, attiva, felice, sicura di sé. Quanto fa bene allontanarsi da questa sudicia Palude!
La sorellina ha di nuovo una fiorente vita sociale, esce spesso e frequenta luoghi di svago, ha mille interessi e nuovi amici. Alleluja!
Anche Bisca l'ho trovato benone, problemi osteo-articolari a parte, dovuti ad un recentissimo incidente mortale in motocicletta, dal quale è uscito miracolosamente illeso.
L'unica nota negativa, una fastidiosa perenne malinconia, dovuta alla spiacevole nostalgia per il mio Mr. Frigidaire. Pericolosa consapevolezza questa: due giorni lontana e sentirne già tanto la mancanza...
Ne avrei sofferto di meno se, come eravo d'accordo, si fosse fatto sentire, anche solo con due parole, un saluto, non so, un pensiero sciocco...ma la sua proverbiale freddezza non poteva portare altro che non un lungo silenzio, anche quando gli ho mandato uno di quei messaggi teneri, che gli innamorati tanto spesso si scambiano, e tanto volentieri..."la mia testa è tutta piena di te..."
Non una risposta. Due giorni di silenzio. Avremmo dovuto incontrarci a Termini verso le 18.00 di domenica, si era detto il venerdì, e concordare i dettagli nei giorni successivi. Si è ricordato di chiamarmi solo alle 18.10, sapendo che da casa sua ci si impiega una mezz'ora a raggiungere la stazione centrale. Il mio orgoglio un po' ferito, un po' di delusione per quel disattento abbandono, neanche poi grave in fondo, ma così disamorato, mi ha indotto a non rispondergli. Avrei continuato a non farlo ancora fino a non so quando, perché davvero, mi sentivo assai triste. Non per altro, ma non si può litigare perché non si è state chiamate, non lo si può pretendere! Ci si aspetta che certe cose vengano naturali, e ciò che ferisce, è che questo non accada. Per altro (a volta non si dovrebbe poter fare paragoni!) il caro Bisca, in due giorni, ha chiamato la sua ragazza, a Padova, non so quante volte, non meno di 4 o 5. Le ha mandato almeno 3 messaggi, di cui uno per la buona notte. Sintomi uguali per lei. Non c'era uno che tampinasse l'altro, era un modo naturale di starsi vicini essendo lontani.
Mi sono venute in mente le storie di Daniel e Chiara, lui sta a Colonia, lei a Bochum, si sentono ogni giorno, una paio di volte, e stanno insieme tutti i week end. Giorgia e Mauro, lui sta ad Udine, lei a Bochum. Si sentono ogni ora, e passano insieme ogni week end. Anche Bisca e la sua Carlotta si vedono nei week end.
Io e Mr. Frigidaire pure, in genere passiamo il week end insieme. Ma non sempre possiamo dormire insieme. Perché anche se ha 23 anni, non gode di tanta autonomia da poter decidere dove passare la notte del sabato... (non gode di sufficiente autonomia, ma neanche la cerca, direi io. Ho sempre pensato, che chi è schiavo e non si ribella, merita d'esserlo perrché vuole esserlo...) E poi c'è il fatto, che coloro dei miei amici che passano solo il week end insieme, non abitano ad una distanza di 100 km, non hanno la possibilità di incontrarsi a mezza strada, come noi quando ci vediamo a Roma.
Rimuginavo su questo e sull'altra cosa che mi ha ferita, la scorsa settimana. C'era la possibilità, oggi concretizzatasi, che io andassi a lavorare a Bolzano dal 15 Novembre. Ho timidamente cercato di fargli capire, che nonostante le impostazioni iniziali concordate prevedessero la nostra separazione dopo una mia eventuale partenza, le cose sono cambiate per me, sono innamorata, e avrei voluto almeno provare a restare insieme. Per lui invece restare insieme significa soltanto "illudermi". Notare, per altro: illudere me. Lui non si illuderebbe, sa già che non potrebbe funzionare, lo farebbe solo per me, non sente il bisogno di stare con me perché mi ama, per sé, perché sono importante per lui. E' una sfumatura che non ha colto nemmeno quando ho provato a spiegargliela. La risposta più possibilista che sono riuscita ad ottenere è stata: "Non lo so. Ci sto pensando."
Ed allora, in uno di quei miei strani momenti di lucido dolore, quando mi impongo di tagliare l'arto in cancrena, gli ho detto addio. E' stato umiliante sentirsi rispondere che, comunque vadano le cose, non vuole perdermi, vuole continuare a sentirmi, come amica...
Un altro con uno strano concetto dell'amare qualcuno...
Adesso sono qui, triste. Probabilmente ho trovato un lavoro, anche ben remunerato. Il 15 Novembre parto per Bolzano, che è dove desideravo andare. Lascio la palude, questa è la mia più grande consolazione.
Però non riesco a godere di nulla. C'è di buono che anche le ansie e le paure legate al nuovo che mi attende, sono attutite. Al momento, l'unica cosa che riesco a sentire con chiarezza è la tristezza.
Avevo immaginato di partire dopo averlo baciato, dopo giorni passati il più possibile insieme.
Avevo immaginato di vederlo venire da me, sotto Natale.
Avevo immaginato troppo?
The fairytale has gone bad once again.
October 09 verschwaenden...Hai detto: "Per altre terre andrò, per altro mare. Non troverai altro luogo non troverai altro mare. Costantinos Kavafis, La Città
Kavafis, quanto dure suonano le tue parole! Eppure nel profondo sento, che hai ragione. Che il tuo rimprovero è meritato, che la tua accusa è fondata. Ma io qui non voglio restare, e coltivo ancora l'illusione, di poter essere più felice altrove. Per intanto, ho bisogno di partire. Fosse pure per poco tempo. In questi giorni mi sento più sola e insofferente. Di nuovo senza lavoro, non ho nulla da fare e non c'è niente che io possa davvero fare. (Vai a fare volontariato e renditi utile all'umanità invece di stare a scrivere come un imbecille sul tuo blog!) (Spiacente, non ho mai avuto l'istinto crocerossino, sono del tutto proiettata su me stessa, è solo me che voglio rendere felice ed è già un'impresa ben ardua!) Dovrei stringere i denti ed avere pazienza, aspettare dicembre, e passare da Marie a Grenoble e poi a Bochum, a festeggiare il mio compleanno lì dove anche il mio cuore sta. Da sola? Da sola. Le nostre vite sono così palesemente estranee che mi riesce difficile pensare che qualcosa di profondo, di davvero importante possa realmente essere condiviso. Siamo gli amanti della domenica! E tra poco qui arriverà l'inverno, l'inverno che io non sopporto. Che non sopporto qui. E' così bello l'inverno nella Ruhr...i colori, i colori sono incantevoli...e la neve...i fiumi mezzo ghiacciati, l'odore dei mercati di Natale...come ho potuto abbandonare tutto questo? Ho sprecato la mia vita andando via, l'ho sprecata vivendola qui, non faccio altro che sprecarla ogni giorno. Caro Kavafis, dure e meritate suonano le tue parole!
October 02 Wie sollte ich nicht ein Steppenwolf sein? / Come potevo non essere un lupo della steppa?" "Die Meisten Menschen wollen nicht eher schwimmen, als bis es können." Ist das nicht witzig? Natürlich wollen sie nicht schwimmen! Sie sind ja für den Boden geboren, nicht fürs Wasser. Und natürlich wollen sie nicht denken; sie sind ja fürs Leben geschaffen, nicht fürs Denken! Ja, und wer denkt, wer das Denken zur Hauptsache macht, der kann es darin zwar weit bringen, aber er hat doch eben den Boden mit dem Wasser vertauscht, und einmal wird er ersaufen." "
"Haller gehört zu denen, die zwischen zwei Zeiten hineingeraten, die aus aller Geborgenheit und Unschuld herausgefallen sind, zu denen, deren Schicksal es ist, alle Fragwürdigkeit des Menschenlebens gesteigert als persönliche Qual und Hölle zu erleben."
„Ich vermute hinter diesem Vorplatz, gewissermaβen im heiligen Schatten der Araukarie, eine Wohnung voll von strahlendem Mahagoni und ein Leben voll Anstand und Gesundheit, mit Frühaufstehen, Pflichterfüllung, gemäβigt heitern Familienfesten, sonntäglichem Kirchgang und frühem Schlafengehen.“
„Nur steht es mit mir leider so, daβ ich gerade diese Zufriedenheit gar nicht gut vertrage, daβ sie mir nach kurzer Dauer unausstehlich verhaβt und ekelhaft wird und ich mich verzweiflungsvoll in andre Temperaturen flüchten muβ, womöglich auf dem Wege der Lustgefühle, nötigenfalls aber auch auf dem Wege der Schmerzen.“
„ Und Was hingegen mir in meinen seltnen Freudenstunden geschieht, was für mich Wonne, Erlebnis, Ekstase und Ehrebung ist, das kennt und sucht und liebt die Welt höchstens in Dichtungen, im Leben findet sie es verrückt.“
„Wie sollte ich nicht ein Steppenwolf und ruppiger Eremit sein inmitten einer Welt, von deren Zielen ich keines teile, von deren Freuden keine zu mir spricht!“
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„ „ La maggioranza degli uomini non vogliono nuotare fino a quando non sanno farlo.” Non è divertente? Ovvio che non vogliono nuotare! Sono nati per la terra, non per l’acqua. Ed è ovvio che non vogliano pensare. Sono stati creati per la vita, non per il pensare! Si, e chi pensa, chi fa del pensare la cosa più importante, può andare con ciò assai lontano, ma egli ha comunque confuso il suolo con le acque, e prima o poi affogherà.”
“Haller è tra quelli che capitano tra due epoche e che hanno perduto ogni sicurezza e innocenza, tra quelli il cui destino è di provare tutta la precarietà del vivere umano come sofferenza ed inferno personale.”
“Io mi figuro, dietro a questo piazzale, in un certo modo all’ombra delle araucarie, un appartamento pieno di mogano e una vita piena di decoro e salute, con presto levarsi, adempimento del dovere, ossequiose e serene feste di famiglia, andate-a-messa domenicali e presto coricarsi.”
“Solo che purtroppo per me va così, che io non regga bene proprio questa contentezza, che dopo poco tempo mi diventa insopportabilmente odiosa e disgustosa ed io devo fuggire pieno di disperazione verso altre altitudini, quando possibile sulla via del piacere, ma in caso di necessità anche per quella del dolore.” “E ciò che invece mi succede nelle mie rare ore di gioia, ciò che per me è delizia, esperienza, sublimazione, il mondo la conosce, la cerca e la ama tutt’al più nelle poesie; nella vita trova che sia da pazzi.”
“Come potevo non essere un lupo della steppa e un bilioso eremita in un mondo del quale non condivido nessuno scopo e del quale nessuna gioia mi parla!” |
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